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Straight No Chaser - An alternative italian jazz celebration

Straight No Chaser è stata la prima rivista a parlare di Jazz, venduta alle porte dei club e distribuita nei negozi di dischi per Dj, con un approccio completamente indipendente. Una rivoluzione editoriale che in un certo senso è diventata una sorta di voce per una comunità, un hub attorno al quale la stessa comunità ha trovato margine di sviluppo ed evoluzione musicale e culturale. Straight No Chaser non è stata solo la voce di Londra, ma anche la voce dell'alternative jazz italiano, grazie a Nicola Conte, Francesco Gazzarra, Paolo Achenza, Luca Trevisi, Right Tempo, Ishtar,Schema Recordse molti altri.Questo progetto vuole celebrare la relazione tra l'Italia e la dimensione internazionale, in cui SNC, raggiunta oggi la sua 100° edizione, è stato attore fondamentale non solo dal punto di vista editoriale, ma ha consentito lo sviluppo di un nuovo modello di vivere e intendere la musica, in particolare delle nuove forme del jazz. Il progetto assume un valore di straordinario significato nel rivendicare l'importanza di un certo tipo di relazione con il patrimonio e il linguaggio musicale italiano, soprattutto nel sottolineare il decisivo contributo degli attori che rappresentano a pieno titolo la creatività di una vera e propria subcultura italiana, che si è affermata senza collocarsi necessariamente nel contesto mainstream jazz.

L'evento evolve il significato del classico simposio trasformando l'elegante giardino dell'Ecomuseo di Cella Monte (patrimonio Unesco del Monferrato) nel quartier generale e cuore pulsante del progetto; la mostra "ad hoc" allestita nello spazio e curata da Luca Barcellona ne farà il punto di incontro per fan e addetti ai lavori: all'interno si svolgerà attività divulgativa, formativa, talk e panel moderati da Raffaele Costantino e verrà proposta, sotto la direzione artistica di Nicola Conte, una rassegna musicale che celebrerà l'istituzione della Jazz Dance "Dingwalls" e la label che più di tutte ha valorizzato le Library Music italiane, Right Tempo con Easy Tempo. In questo contesto, il pubblico, gli artisti, i giornalisti e influencer che parteciperanno all'evento si immergeranno in un'atmosfera speciale, in un contesto ideale per il networking ma aperto a tutti gli interessati e music lover.

Introduzione

Riviste indipendenti come The Move, Wax Poetics e Straight No Chaser sono una reliquia della scena musicale londinese degli anni '90, periodo storico che ha avuto una profonda influenza sui loro contenuti ed è diventato un importante impulso dietro le loro stesse iniziative editoriali. Ma è stato solo quando abbiamo avuto tra le mani una copia del numero 98 di Straight No Chaser - la prima delle loro ristampe, dopo una pausa di 10 anni - che si è presa consapevolezza del vero potere della loro narrazione. Anche se è stato fondato più di trent'anni fa, ogni musicista, collettivo, movimento o scena musicale di cui ha scritto resta oggi più rilevante che mai per le comunità che ci circondano.

Prendendo il nome dall'album del 1967 del pianista jazz Thelonious Monk,Straight No Chaser sostiene i suoni 'interplanetari': dall'antico al futuro, viaggia lungo le connessioni tra la musica creata dalla diaspora africana, dal jazz di un collettivo femminista londinese, alla house o techno di un club di Brooklyn, il Samba di una cantante brasiliana o le derive Acid Jazz della scena di Bari e Milano in chiusura dello scorso millennio. Ed è proprio l'Italia un asset e un passaggio fondamentale per comprendere il suono e l'estetica a cui si è dedicato Paul Bradshaw, l'editore di Hackney che ha rinnovato il suo progetto rincorrendo il traguardo del numero 100.

Lo stesso Bradshaw in alcune delle sue interviste dice:

"Era l'88 e c'è stato un punto in cui ho pensato che nessuno scriveva di ciò che ci interessava: una sorta di connessione tra i tanti generi della diaspora africana, dal jazz all'hip-hop alla musica africana in generale, musica senegalese, sudafricana, così come la musica italiana. Era il tipo di mix che stavamo cercando di trovare, basato anche su ciò che la gente suonava nei vari club, quindi ciò che Gilles Peterson avrebbe selezionato allora (facevamo radio pirata insieme durante quel periodo) durante la one-night Dingwalls, che stava esattamente decollando in quel periodo. Talking Loud stava iniziando il suo percorso come record label, i dischi Acid Jazz entravano prepotentemente nel mercato, quindi era il momento giusto"

STRAIGHT NO CHASER: From World Jazz Jive to Interplanetary Sounds : Ancient To Future - 1988 - 2009

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ISHTAR (Schema Records) - Modern Sound of Italy

Nei primi anni '90 Luciano Cantone e Davide Rosa hanno avviato con Ishtar il loro progetto di editoria musicale, influenzato dall'estrazione jazzistica di Luciano, dando vita alla più rappresentativa etichetta italiana nel panorama internazionale in materia, Schema Records. Gigi Campi è considerato tuttora la principale fonte di ispirazione per tutta la musica di Schema: Campi ha dato a Luciano e Davide l'opportunità di continuare il suo lavoro affidando loro il suo prezioso catalogo jazz (Campi-Cawoo) della più grande orchestra jazz europea di quegli anni, The Kenny Clarke - Francy Boland Big Band e di tutti i musicisti che vi gravitavano intorno come Johnny Griffin, Sahib Shihab, Benny Bailey, Karl Drewo e molti altri. Schema Records ha messo in vetrina i nuovi artisti italiani nu jazz ed elettronici, da Mario Biondi e Nicola Conte ai Dining Rooms, per poi concentrarsi a ripubblicare, in edizioni viniliche eleganti e accurate, inedite e alternative sound library italiane e rari album dell'immenso Piero Umiliani.

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RIGHT TEMPO (Easytempo)

Parallelamente, sempre a Milano, Rocco Pandiani fonda nel 1993 fonda la casa discografica Right Tempo. Anche Right Tempo pubblica i primi lavori di Nicola Conte, Paolo Achenza Trio, Quintetto X, Fez Combo. La divisione ristampe Right Tempo Classics pubblica invece le prime riedizioni di jazz Italiano tra le quali ricordiamo quelle di Mayafra Combo, Gil Cuppini Quintet, Romano Mussolini, Santucci Scoppa ed Eraldo Volontè.

Nel 1997 Easy Tempo, sulla scia di due fortunate compilation, diventa una sublabel che Rocco Pandiani dirige, seleziona e compila. La serie Easy Tempo (dieci volumi) rappresenta ancora oggi la label precursore dell'immensa scena Cinematica, Lounge e Easy Listening Internazionale. Cominciano a uscire ristampe dedicate a maestri della colonna sonora italiana quali Piero Umiliani, Piero Piccioni, Gianni Ferrio ed Ennio Morricone, affermando con fierezza la musica "underground/acid jazz made in Italy" nel mondo.Con il suo catalogo ha collaborato e inserito musiche in film quali "Ocean's 12" and "Ocean's 13".

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DON'T CALL IT (JUST) ACID JAZZ

Talking Loud And Saying Something, o semplicemente Dingwalls per molti, ha rappresentato un momento unico nella storia della scena jazz dance, raccontata integralmente nel corso della storia editoriale di Straight No Chaser. Il party ha confezionato filoni apparentemente disparati della club culture, creando un ambiente in cui la musica di Yusef Lateef e Jean-Luc Ponty poteva condividere lo status di inno insieme ai successi dance delle classifiche radiofoniche del momento. Legando lo spirito ottimista della prima acid house ai suoni definibili "hardcore" jazz,Gilles Peterson e Patrick Forge hanno creato un nuovo punto di riferimento per la scena jazz e una delle one-night più leggendarie di Londra, dove molto del suono italiano del jazz alternativo è stato protagonista.

Gilles Peterson era già un artista noto quando ha iniziato a Dingwalls. Si era guadagnato un nome, prima nelle radio pirata e poi come DJ in alcuni dei party di black music più famosi della capitale. Verso la metà degli anni '80 curava i concerti all'Electric Ballroom di Camden e allo Special Branch: due esperienze di club di alto profilo ma contrastanti. Il Ballroom era senza dubbio il miglior club londinese dell'epoca. Al piano di sotto George Power e Paul Trouble Anderson suonavano disco-boogie lungimirante. Al piano di sopra un'intensa miscela di latin jazz-fusion promossa da Paul Murphy, uno dei più grandi selezionatori di jazz di tutti i tempi. Questa scena aveva le sue radici nei club funk spigolosi degli anni '70, ma si era evoluta man mano che la musica cercava ritmi sempre più veloci e complicati.Nel 1984, Gilles ha avuto la possibilità di sperimentare un nuovo concetto musicale al The Ballroom. Quando ha mescolato la musica della scena hardcore jazz con l'atmosfera festosa degli eventi soul boy, Peterson ha trovato un modo per riunire diverse tribù di clubbing sotto lo stesso tetto. In breve tempo, questa scena underground a pochi passi dal Tamigi diventa un riferimento e trend internazionale, musicisti e discografici colgono le suggestioni e trovano nuove ispirazioni, il jazz non è più relegato ai teatri e agli intellettuali eruditi, ma torna ad essere un linguaggio di avanguardia, sperimentazione, ballo e identità comunitaria.

In Italia decolla la ricerca sul materiale alternativo e inedito degli anni '50 e '60 in ambito Jazz, le discografie degli esordi di Enrico Rava e Franco D'Andrea, i capolavori nascosti di Piero Umiliani, Piero Piccioni e Armando Trovajoli, le proposte inedite di Giorgio Gaslini, Santucci e Scoppa o Eraldo Volontè trovano una nuova luce interpretativa, mentre le derive prog di Area e Perigeo completano un quadro coerente per definire una vera scena Alternative Jazz Italiana.

Grazie alla riscoperta di questo immenso repertorio artistico e culturale, guidati dalle due fonti ispirazionali - da un lato editoriale con Straight No Chaser, dall'altro performativo con Dingwalls - anche nel nostro paese nasce un nuovo movimenti pionieristico sull'asse Milano - Bari, dove viene definito e ridefinito l'immaginario jazz italiano. Nicola Conte, Luciano Cantone, Luca Trevisi e Rocco Pandiani sono i protagonisti di questa nuova e frizzante scena tutta italiana. Il Fez in particolare, movimento culturale fondato a Bari all'inizio dei '90, diventò una vera fucina di artisti creativi di ogni tipo, amici prima di tutto e cresciuti insieme con le stesse affinità intellettuali, musicali e politiche. Agitatori culturali, sentimentali sognatori amanti del jazz dei '50 e '60, profondi conoscitori della nouvelle vague e spasmodici collezionisti di vinili, esperti di design e grafica, appassionati di poetiche beat e dei libri di rivoluzionari "gentili" come Jean Paul Sartre e Boris Vian. Il Fez diventa il link fondamentale tra la scena rappresentata da SNC e Dingwalls con il nostro paese, ospitando inoltre artisti già molto famosi all'estero ma quasi sconosciuti negli altri club italiani. Da un punto di vista sociologico, qualche anno fa avremmo definito il Fez un perfetto esempio di decentralizzazione culturale ante litteram, lontano dai centri nevralgici classici del paese. Nascono così progetti editoriali e di comunicazione legati a questo nuovo immaginario anche in Italia, dalla rivista Acid Jazz (edizione Italiana) a diverse rubriche radiofoniche tra cui B-Side condotta da Alessio Bertallot su emittenti nazionali come Radio Deejay.

Con questo progetto speciale, si vuole celebrare l'indiscutibile contributo di Straight No Chaser e Dingwalls per la creazione della nuova scena jazz alternativa, ma soprattutto i luoghi e gli attori italiani che hanno concorso alla generazione del modello derivativo ma a suo modo originalissimo nel nostro paese.

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La relazione con l'Italia e il suo straordinario patrimonio musicale alternativo

La celebrazione del 100° e attualmente ultimo numero di Straight No Chaser diventa non solo un momento importante e necessario per onorare il player fondamentale (originator) per lo sviluppo di un nuovo modello di vivere e intendere la musica, in particolare delle nuove forme del jazz, ma assume un valore di straordinario significato nel rivendicare l'importanza di un certo tipo di relazione con il patrimonio e linguaggio musicale italiano, soprattutto nel sottolineare il decisivo contributo degli attori che rappresentano a pieno titolo la creatività di una vera e propria subcultura italiana, che si è affermata senza collocarsi nel contesto mainstream jazz. Troppo spesso viene ignorato sia a livello editoriale che mediatico il valore dei luoghi, delle venues, dei movimenti e dei relativi protagonisti che hanno tracciato un percorso fondamentale nell'evoluzione delle espressioni dell'alternative jazz italiano, un terreno fertile e trasversale che ha ispirato la fenomenologia della club culture, che ha evoluto e sbloccato alcune retoriche elitarie del jazz tradizionale, ma soprattutto è stato in grado di coniugare la grande tradizione dell'avanguardismo del dopoguerra delle jazz soundtrack di Umiliani, Brugnolini, Trovajoli, alle forme innovative dei linguaggiAcid Jazz con Jestofunk, Bossa Nostra o Gazzarra.

La relazione tra Italia e dimensione internazionale è stata in quel momento intensissima, di una prossimità incomparabile in altri periodi storici. Locali come Cap Creus, Fez o Jazid ospitavano gli artisti più influenti della scena mondiale, come Guru Jazzmatazz, Incognito, Jamiroquai, Brand New Heavies. Quei contesti non volevano però valorizzare semplicemente la ricerca esterofila e sensazionalista, ma erano in grado di dare una vetrina di prim'ordine all'estetica del suono jazz italiano degli anni '50 e '60 e delle incredibili library music - riscoperte da progetti discografici come Easytempo di Rightempo - o di valorizzare le nuove prospettive jazz, post-prog o lounge di Schema Records e il gruppo Irma.

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Il format del progetto speciale proposto prevede la realizzazione di una mostra temporanea, allestita nella splendida cornice dell'Ecomuseo della Pietra da Cantone di Cella Monte (AL), cattedrale dell'area Unesco del Monferrato, dove verrà ospitata un'installazione concepita dal noto artista e calligrafo Luca Barcellona, che curerà l'allestimento dell'esposizione delle 100 pubblicazioni di Straight No Chaser, creando un percorso speciale illustrato che metterà in evidenza i collegamenti e i momenti salienti, in relazione con il movimento e con la discografia italiana che ne ha segnato i passaggi cruciali.

Un viaggio parallelo che associa l'Italia alla scena internazionale, per trasmettere consapevolezza e conservare la memoria di uno dei periodi storici più importanti e significativi - da un punto di vista musicale - nell'evoluzione dei linguaggi socioculturali riferiti alla creatività artistica che nasce dal basso e dall'urgenza espressiva.

Un omaggio ai grandi autori come Gaslini, D'Andrea, Umiliani, ma anche ai divulgatori e dj più contemporanei che hanno reso possibile questa ibridazione e internazionalizzazione del lifestyle musicale italiano.

La mostra sarà lo scenario in background di un evento più complesso e articolato. Oltre all'allestimento editoriale e illustrativo, verranno realizzati altri due macro-asset progettuali dedicati alla divulgazione/formazione e all'intrattenimento performativo.

Direttore artistico della curatela musicale sarà il maestro Nicola Conte, mentre presentatore e moderatore dei talk sarà il conduttore e divulgatore Raffaele Costantino.

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I format

Altra parte principale del progetto speciale sarà il format talk/panel che attualizza il significato del classico simposio, trasformando l'elegante giardino dell'Ecomuseo di Cella Monte nel quartier generale e cuore pulsante del progetto; un punto di incontro per fan e addetti ai lavori all'interno del quale si svolge la parte divulgativa, formativa e di confronto. In questo contesto, il pubblico, gli artisti, i giornalisti e influencer che parteciperanno all'evento si immergeranno in un'atmosfera speciale, in un contesto ideale per il networking dei professionals ma aperto a tutti gli interessati e music lover.

Tematiche fondamentali di queste discussioni saranno proprio le relazioni tra la scena internazionale e quella italiana, la rilevanza di una certa scena italiana per lo sviluppo della club culture intesa con un'accezione profondamente diversa dalla concezione di "discoteca" convenzionale.

In particolare verrà fatto un focus sul concetto di Jazz Dance, dove la prospettiva storica ci aiuta a riconoscere la tradizione da cui proviene rispettando le sue origini e la sua comunità. Quando parliamo di Jazz Dance dobbiamo considerare necessariamente la storia culturale della danza nera e delle sue influenze africane. Oggi è facile vedere quanti rami della danza jazz vernacolare, come il tap, il jazz di Broadway, il jazz moderno, il latin jazz, si sono sviluppati. I balli vernacolari sono stati osservati dai bianchi che li hanno trovati intriganti per la loro vitalità, espressione, dinamismo e libertà nell'improvvisazione. Il Jazz Dance quindi si è sviluppato attraverso l'incontro, sul suolo americano, della cultura africana ed europea. Per quanto riguarda la musica e la danza, il mix tra queste due culture fu influenzato da molti fattori come la mescolanza di popoli africani con le tradizioni europee; le moderne evoluzioni di questo percorso sono state ampiamente raccontate e approfondite dalla visione editoriale di Straight No Chaser, con vari passaggi sulla scena italiana.

Altro focus tematico riguarderà le library music: negli anni' 60 fu uno dei fenomeni più strani e curiosi della musica italiana, oggi è elemento di interessante revival, all'estero e anche nel nostro Paese. Quello delle library music fu un fenomeno trasversale, che in quegli anni esplose in maniera più o meno clandestina in paesi come la Francia, l'Inghilterra e ovviamente in Italia, che a questo bislacco non-genere regalò un'impressionante quantità di perle quando non capolavori veri e propri. È fondamentale analizzare la differenza tra sonorizzazioni e musiche per il cinema: la principale caratteristica della library è che si tratta di materiali che nella maggioranza dei casi non furono pensati per titoli specifici, quanto per essere messi in enormi cataloghi audio a disposizione dei programmisti RAI, che poi potevano farne l'uso che più ritenevano appropriato.

Un opaco e bizzarro (quindi italianissimo) business che si sviluppò in quegli anni dalle parti di viale Mazzini e dintorni; una sequela di pseudonimi di cui si dotarono i compositori per alimentare il mercato, con dischi attribuiti a oscure sigle; quello che conta è però che per i compositori italiani le sonorizzazioni rappresentarono, creativamente parlando, una valvola di sfogo straordinaria; liberi da vincoli di produzione e pretese del regista di turno, potevano sbizzarrirsi negli esperimenti più audaci e tirare fuori le cose più dissennate, persino dieci minuti di free jazz o ronzii elettronici che poi avrebbero giustificato intitolandole Rumori al laboratorio aerospaziale. C'erano ovviamente una serie di svantaggi: bisognava concepire i dischi di library music in fretta e con pochi mezzi; a volte non erano dischi 'ufficiali' e quindi non avevano nemmeno un vero mercato, ma circolavano in poche copie tra colleghi e addetti ai lavori; gli stessi brani, poi, dovevano perlopiù evocare atmosfere o situazioni ambientali e finivano giocoforza per risolversi in vignette a malapena accennate e di certo tutto tranne che 'concluse'. Molti dischi library sono effettivamente delle mediocri collezioni di bozzetti utili a un sottofondo per il notiziario dell'ora di pranzo, ma altri contengono dei lampi di genio che hanno generato nuove forme e nuovi linguaggi nella scena jazz.

L'ultimo asset di questo progetto sarà di natura performativa e vedrà una programmazione straordinaria dal punto di vista artistico: due showcase curati da Dingwalls e Right Tempo (che celebrerà i suoi 30 anni) proporranno gli artisti più significativi dei rispettivi immaginari musicali, in un crossover che ibriderà i linguaggi della musica live con la forza dell'espressione musicale del Djing.

Programma

Mostra / SNC - An Alternative Italian Jazz Celebration

Curatori
Denis Longhi & Federica Meacci

Contributor
Paul Bradshaw e Roberta Cutolo

Design
Luca Barcellona

Un progetto realizzato grazie alla preziosa partecipazione e disponibilità di Paul Bradshaw, Roberta Cutolo e Pierfrancesco Pacoda.

Venue
Cortile dei Cinque Quinti - Cella Monte (AL)

Durata
Dal 30 Agosto al 3 Settembre 2023

Simposio e talk / Dingwalls & Straight No Chaser

Moderatori
Pierfrancesco Pacoda & Damir Ivic

Ospiti Talk
Paul Bradshaw, Nicola Conte, Gilles Peterson, Janine Neye, Roberta Cutolo, Luca Trevisi, Patrick Forge, Raffaele Costantino, Simone Vimercati, Vittorio Barabino

Venue
Azienda Vitivinicola Casaccia - Cella Monte (AL)

Data
2 Settembre 2023 all'interno del programma di Jazz:Re:Found Festival

Djs Showcase Dingwalls

Direzione artistica
Nicola Conte e Roberta Cutolo

Artisti
Gilles Peterson, Patrick Forge Paul Bradshaw, Luca Trevisi, Nicola Conte, Masumi Endo, Iona Layland

Venue
San Quirico

Data
1 Settembre 2023 all'interno del programma di Jazz:Re:Found Festival

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